Il più bel successo in cucina è riuscire a riempire lo stomaco con l’immaginazione” a dirlo è stato José Manuel Fajardo e per seguire i suoi consigli io oggi vi propongo un viaggio immaginario in Toscana.

Ci sono eccellenze tutte italiane da scoprire e assaporare, una di queste è il Salame di Cinta Senese. Non mi guardate con quella faccia dubbiosa perché non sapete cosa sia la Cinta Senese, vi ho mai lasciato qualche dubbio? Potete dire di aver letto qualche mio articolo senza poi sentirvi edificati? No, appunto. Così anche oggi vi edificherò!

Parlavamo della Cinta Senese, si tratta di una razza di suino rustica allevata nella zona di Siena fin dal Medio Evo. Sarà capitato di vederne uno nei dipinti e negli affreschi del XII secolo. Questa razza suina è originaria di territori boscosi, come la Montagnola senese, vicino al fiume Merse e alla vallata del fiume Elsa, vicino a Siena.

Nel tempo la Cinta si è diffusa anche verso il Mugello e verso la Maremma. Chiaramente la loro casa è la Toscana dove la macchia mediterranea ricca di castagni, lecci, cerri e corbezzolo gli forniscono tutto il nutrimento di cui hanno bisogno.

Non è difficile riconoscere questi maiali, colore grigio ardesia con una fascia anulare bianca che copre il mantello dalle spalle agli arti anteriori, sono snelli e robusti, con artigli lunghi e sottili.

I Consorzio di Tutela della Cinta Senese ha ottenuto la denominazione di origine protetta proprio quest'anno, così da poter allevare questa razza solo in Toscana. Per rendere i salumi così gustosi, i suini vengono allevati in parte allo stato brado e in parte allo stato semi-brado, e per la produzione viene utilizzata solo carne di suini macellati non oltre i 16 mesi di età.

Per la produzione viene usata la carne magra ricavata dalle spalle. Mani sapienti tritano la carne e la mescolano con pepe, sale, zucchero, aglio, grasso e vino rosso, solitamente Chianti. Dopo essere mescolata, la carne vine chiusa in un budello naturale e legata. Anche la legatura avviane a mano. Adesso il salame va stufato. Questa è una fase importantissima perché permette di eliminare l'umidità un eccesso e forma la caratteristica muffa bianca.

Ora bisogna aspettare e lasciare stagionare il salame in un luogo fresco e areato. Volete sapere quanto dobbiamo aspettare? Ma siete impazienti! Ci vuole il tempo che ci vuole. Per i salami più piccoli anche 3 settimane, per i più grandi ci può volere anche un anno.

Ma una volta finita l'attesa capirete che ne sarà valsa la pena, il gusto morbido e dolce, senza neanche una punta di acidità, esalterà il vostro palato e vi renderà dipendenti!

Alla fine di cosa vi lamentate mica lo dovete preparare voi. Basta cliccare su Ufoody!