(nell'img sala da pranzo del Barbetta Restaurant di NYC, since 1906)


È più facile essere fedeli a un ristorante che a una donna”
diceva Federico Fellini, ed effettivamente ogni giorno, con la pioggia o con il sole, con il freddo o con il caldo, si piazzava nel suo ristorantino con vista Piazza del Popolo. Chissà quale sarà stato il commento di Giulietta Masina, sua moglie e musa. Ma quello di Piazza del Popolo non era l'unico ristorante italiano rimasto nel cuore del regista della Dolce Vita. In Amarcord, pellicola del 1973, Fellini ha girato memorabili scene ambientate nel Grand Hotel di Rimini e nel suo ristorante.

L'amore per la buona tavola e per la scenografia in cui va in scena, ha colpito tantissimi registi e sceneggiatori, specialmente se parliamo di ristoranti italiani.

Un amore che ha portato non solo a ricreare ambienti di ristorazione nostrana, ma addirittura a girare scene di film all'interno di veri e propri ristoranti.

Meo Patacca”, storico ristornate trasteverino, ovviamente romano, è stato il set per tanti di quei film negli anni '70 che ci vorrebbe un articolo a parte per elencarli.

L'Excelsior di Venezia ha fatto da sfondo alla scena del ballo nel film “C'era una volta in America”, in cui un dolcissimo Robert De Niro balla con la bellissima Elizabeth McGovern fra tavolini apparecchiati per due.

Anche Hitchcock si è lasciato affascinare dalla cucina italiana, girando alcune riprese di “Caccia al Ladro”, film del 1955, nel ristorante dell'Hotel Bristol di Genova.

Il Grand Hotel Villa d'Este di Cernobbio e il suo ristorante, furono chiusi al pubblico nel 1974 per girare “Mussolini ultimo atto” di Carlo Lizzani con Hanry Fonda.

Il Barbetta Restaurant, ristorante italiano a New York, è piaciuto così tanto a Martin Scorzese da girarci alcune scene di “The Departed”, pellicola del 2006 con Leonardo Di Caprio, Jack Nicholson e Mett Damon. Ma Scorzese non è il solo, il Barbetta è stato set anche di “Alice” di Woody Allen, con Mia Farrow, di “The Fbi story”, del 1959 con James Stewart, e di svariate serie televisive come “Sex and the City”.

Il Caffè Reggio, sempre a New York, è stato teatro si scene di “Nex stop, Greenwich Village” con Chirtopher Walken.

Ma torniamo in Italia. Al Caffè della Pace di Roma, Alan Taylor ha girato una scena di “I vestiti nuovi dell'imperatore”, mentre al Caffè San Marco e al Caffè Tommaseo di Trieste sono state girate scene di “Senilità”, di Mauro Bolognini con Claudia Cardinale e Philippe Leroy.

Se volete un dessert potreste mangiare un dolce con Marcello Mastroianni e Annie Girardot nella Pasticceria Arione di Cuneo, in una scena di “I compagni” di Mario Monicelli. Per l'amaro potremmo spostarci al Caffè Meletti, ad Ascoli Piceno, dove sono state girate alcune scene di “I delfini” con Claudia Cardinale, ma anche “Alfredo, Alfredo” con Dustin Hoffman.

Storico caffè di Torino, il Caffè Fiorio appare in “Piccolo mondo antico” di Mario Soldati e in “Tutti giù per terra” di Davive Ferrario.

A Recco invece il ristorante da polvere di stelle è “O Vittorio” che appare in “Agata e la tempesta” di Silvio Soldini.

Vietato l'ingresso ai cani e agli ebrei” era la scritta che campeggiava davanti all'ingresso del Caffè dei Costantini ad Arezzo, nella “Vita è bella” di Roberto Benigni.

Non c'è da stupirsi. In fin dei conti, come diceva Warner LeRoy, figlio del grande produttore cinematografico:Un ristorante è una rappresentazione – una sorta di rappresentazione vivente, nel quale i commensali sono i membri più importanti del cast”.