La chiamiamo schiscetta perché deriva dal verbo lombardo “schisciare”, ossia schiacciare. Sembra una parola onomatopeica perché richiama lo sbuffo che fa il tappo del contenitore portavivande quando lo premiamo per chiuderlo, schiacciando il suo contenuto.

Il resto d'Italia lo ha sempre chiamato “gamella”, oggi sembra un termine così poco chic, ma in realtà non è così. Gamella viene dal francese, ed è un termine che serve a descrivere la scodella di legno o di latta in cui marinai e soldati consumavano il loro rancio. Altri dicono che venga dal latino camella, che vuol dire coppa. Questa tesi è confermata dal fatto che anche in spagnolo si dice gamella.

Usanza che ha preso piede nel mondo: a New York la chiamano lunchbox, in estremo oriente Bentobako, in Brasile Quentinha, che vuol ire caldina perché il contenitore mantiene caldo il cibo, i sudditi della regina Elisabetta la chiamano Doggybag.

Era la classe di lavoratori come muratori e operai che usava questo metodo di portarsi il pranzo sul posto di lavoro. Infatti un altro nome della schiscetta è “gavetta”, un contenitore formato da più piatti che si incastrano come una matriosca, solitamente è fatta di latta. Ed ecco perché si dice venire dalla gavetta!

Oggi la schiscetta è appannaggio di tutti, certo è sempre un buon modo per risparmiare, ma è anche un modo per avere un'alimentazione sana anche nella “mordi e fuggi” pausa pranzo. Oggi la schiscetta è un must, va di moda, sia nelle forme e nei colori dei contenitori, sia nella preparazione del contenuto. Potremmo dire che è diventata un vero e proprio stile di vita.

La prima a inventarsi la schiscetta è stata Lella, la portinaia di uno stabile, in via Leonardo a Milano. La signora arguta si inventò la schiscetta di condominio,le andò bene perché nel suo androne c'erano le entrate di molti uffici importanti e redazioni famose, tra cui Vogue Italia e poi Cairo Editore. La portinaia conosceva bene le abitudini degli impiegati e iniziò ad offrire un servizio utilizzando la sua cucina. L'impiegato sceglieva il piatto e lei il giorno dopo Lella faceva trovare la schiscetta sulla scrivania avvolta nel cellofan, con un prezzo che variava dai 6 agli 8 euro.

Ma come preparare la schiscetta perfetta?

Non è difficile basta seguire poche e semplici regole.

La prima vi sembrerà scontata, ma è necessaria: accompagnate il vostro pranzo con abbondante acqua, mettetela in mostra per sentirvi invogliati a bere. Non è un cliché! Perché prepararsi un pranzo sano e poi bere bevande che ci fanno male e contengono zuccheri?

A questo punto meglio un frullatino di frutta!

State attenti al sale, assaggiate sempre per essere certi. Un piatto riscaldato esalta sempre la sua sapidità e vi farà venire più sete. Invece, soprattutto per le vostre arterie, meglio usare spezie e piante aromatiche come basilico, rosmarino, alloro, che renderanno più fresco il vostro pasto.

Non eccedete con l'aglio, a meno che non vi stiano sulle scatole i vostri colleghi. Ad ogni modo la vorrete una vita sociale, no? Bene, la fiatella non aiuta.

Mangiate il giusto, né più né meno, potreste rischiare di avere ancora fame, o peggio potreste sentirvi addormentati per aver mangiato troppo. E no! A lavoro niente pennichella!

Poi mangiare il giusto vi aiuta anche a conservare la forma.

Prediligete una dieta mediterranea, frutta, verdura e ortaggi a quantità. Ai carboidrati preferite i cereali. Consumate i legumi non più di due volte a settimana. Cercate di mangiare pesce, almeno 3 volte a settimana, lo so è difficile e puzza, ma un metodo si trova. Pollo e carni magre una volta alla settimana. E poi non esagerate con l'olio... insomma, l'olio è facile che si versi e non è una bella scena.. su!

Poi ci sono 2 regole fondamentali! La prima non mangiate soli e tristi continuando a lavorare, i colleghi possono essere simpatici, andate a fare amicizia, uscite dalla vostra stanza! Si chiama pausa pranzo, proprio perché è una pausa.

Regola numero due: divertitevi. Toglietevi degli sfizi nel prepararvi la schiscetta, coccolatevi, imparate e sperimentate ricette nuove. Vedrete ci sarà più allegria nelle vostre giornate di lavoro!