Diciamocelo: il ringraziamento non centra nulla con l'Italia. Non è una festa che ha a che fare con la nostra storia o con la nostra tradizione. Ma chi? Chi di voi non ha sognato di mangiare il tacchino ripieno che abbiamo visto in cento, mille pellicole americane?

Ma voi cinema dipendenti, con le sneakers ai piedi, voi che non vi siete persi neanche un episodio di “Friends”. Voi, si voi, lo sapete perché si festeggia il Thanksgiving Day?

Bene parte la puntata di Quark, intonatemi l' Aria sulla IV corda di Bach, tanto ormai lo sapete.

Il giorno del Ringraziamento è una festa statunitense che si festeggia il quarto giovedì di novembre. In Canada, per essere originali, si festeggia il secondo lunedì di ottobre, non lo so perché, fatevene una ragione.

Quest'anno si festeggerà il 27 novembre e sarà il trecentonovantatreesimo Ringraziamento per gli Stati Uniti.

Secondo la storia, la prima volta che fu festeggiato era il 1621, nella città di Plymouth, nel Massachusetts. Sembra che i padri pellegrini si siano riuniti intorno alla tavola per ringraziare il Signore del buon raccolto. Duecento anni dopo, era il 1863, durante la guerra di secessione, Abramo Lincoln proclamò la celebrazione del Ringraziamento, facendola diventare festa annuale. Negli anni ha perso il suo contenuto cristiano, ma i valori sono rimasti quelli, la famiglia, la gratitudine per quello che si ha o che si è conquistato, si ringrazia per la vita, gli amici, i parenti e la buona cucina.

La cena va tassativamente organizzata in casa con amici o familiari. Mai e dico mai al ristorante.

E soprattutto si mangia il tacchino!

Perché il tacchino? Ovviamente questa tradizione risale agli Aztechi! Furono loro a donarli ai primi conquistatori spagnoli, che lo esportarono nella vecchia Europa. Ma la memoria è corta e subito si dimenticò la provenienza del dono. Tanto che i sono stati i padri pellegrini, giunti a bordo della Mayflower, a reimportarlo un secoli dopo in Massachusetts.

Insomma il senso e i valori della festa possono essere esportati in ogni dove e anche il menù può essere sperimentato in qualsiasi nazione.

Questo 26 novembre potremmo festeggiare il Ringraziamento perché non fa mai male ringraziare. Non bisogna mai dare niente per scontato.

Poi... alla fine... la carne di tacchino è molto magra, fa bene ed è buona. Potremmo festeggiare senza sensi di colpa. Anche se poi del ripieno, i contorni e le torte ne parliamo il giorno dopo.

Però potreste usare la scusa che volete riunire gli amici e la famiglia, per sperimentare nuove ricette.

Anche se per riunire la famiglia a volte basta e avanza Natale...

Ma volte perdere l'occasione di addobbare la vostra casa con foglie gialle, arancio e di tutti gli addobbi dell'autunno? Per poi passare subito agli addobbi natalizi.

Insomma proviamoci!

Potremmo italianizzare qualche ricetta. Gli italo- americani di provenienza siciliana per esempio usano le castagne come ripieno del tradizionale tacchino. Oppure servire peperoni o carciofi al posto di patate dolci e mirtilli. Per il resto potete inventare, non esiste la polizia del ringraziamento. E poi come dice la scrittrice Margie Mikla: "ci sono due aspetti del giorno del Ringraziamento (‘Thanksgiving’): il rendere grazie (‘Thanks’) e il dare agli altri (‘Giving’)".