Immaginate una scaglia di Parmigiano Reggiano: rugosa, un po' salata al palato, che si scioglie in bocca nonostante la sua croccantezza. Riuscite a mangiarlo senza chiudere gli occhi? Un'esperienza celestiale vero?

Ma vi siete mai chiesti: “da dove arriva questa prelibatezza?”. Eppure ormai è parte integrante della nostra alimentazione e della nostra tradizione culinaria.

Scommetto che non molti di voi sapranno nulla della Bianca Modenese, ma è a questa razza bovina che dobbiamo il Parmigiano Reggiano.

“Lo sviluppo della produzione del Parmigiano-Reggiano nel modenese, a cavallo tra ottocento e novecento, si è avuto proprio con il latte di questa razza” si legge sul sito del consorzio di Modena. “Le caratteristiche qualitative del latte di Bianca Modenese lo rendono infatti particolarmente idoneo per la trasformazione in Parmigiano-Reggiano, visto l'ottimo rapporto fra tenore di grasso e di proteine e l'alta qualità della sua caseina”.

Purtroppo questa razza bovina è in via di estinzione, per questo è nato un progetto per la tutela della biodiversità animale attraverso il recupero e la valorizzazione della Bianca Modenese, che prevede la produzione di Parmigiano-Reggiano con solo latte di “Bianca”.

Ma dalla Bianca non si ricavano solo formaggi: altrettanto importante è la produzione di carne, la cui bontà è nota da sempre ai buongustai modenesi. “La commercializzazione delle carni di capi di Modenese -spiegano dal consorzio- viene oggi effettuata in piccole quantità e su prenotazione, ma la richiesta è in aumento e si prevede di creare un circuito che interessi ristoranti e macellerie di qualità”.

Insomma salviamo il Parmigiano, salviamo la Bianca!